Una presentazione accademica ed etnomusicologica approfondita sulla musica tradizionale dell'Africa subsahariana, pensata per un pubblico universitario o di livello superiore (studenti di conservatorio, musicologia o scienze antropologiche). L'obiettivo principale è decostruire l'idea eurocentrica di "musica primitiva", dimostrando la complessità strutturale, sistemica e sociale della musica africana attraverso tre pilastri fondamentali: la prassologia e l'integrazione performativa, l'architettura ritmica avanzata (poliritmia, polimetria e timeline pattern), e la classificazione organologicamente rigorosa (Hornbostel-Sachs) di strumenti come il Djembé, la Kora e il Balafon. Verranno inoltre analizzati i sistemi di trasmissione orale, la funzione archivistica e genealogica della casta dei Griot (Jali), e il successivo sincretismo transatlantico che ha generato i linguaggi musicali globali moderni (dal jazz all'afrobeats). Dopo aver visto questa presentazione, il pubblico dovrà comprendere che la musica africana non è un mero intrattenimento estemporaneo, bensì un sistema linguistico, cognitivo e sociale altamente sofisticato, caratterizzato da una complessa ingegneria ritmica e da una funzione sistemica fondamentale per la conservazione della memoria storica, ponendosi come matrice imprescindibile della musica contemporanea mondiale.